Avanti tutta nell’unificazione degli ospedali modenesi, Policlinico e Baggiovara, ma pure una riflessione sul sistema sanitario modenese. Questi i temi  dell’incontro  pubblico  al Baluardo della Cittadella a Modena dove sono intervenuti la ministra della Sanità Beatrice Lorenzin, Stefano Bonaccini, presidente della Regione, Gian Carlo Muzzarelli e Alberto Bellelli, copresidenti della Conferenza territoriale sociale sanitariaOreste Andrisano, rettore di Unimore, Ivan Trenti, direttore generale dell’Azienda ospedaliero universitaria, Massimo Annicchiarico, direttore generale dell’Ausl di Modena. Ha  coordinato  i lavori Giuliana Urbelli, assessore alla sanità comunale.

La fusione degli ospedali cittadini  è stato il punto centrale dell’incontro. Il sindaco Muzzarelli ha sottolineato: “La ricaduta positiva  su tutta la rete sanitaria provinciale, stimolando anche un processo di miglioramento e adeguamento dei servizi a tutto vantaggio dei cittadini. Auspico che il processo di fusione si concluda prima dei tre anni”.

Secondo gli esperti  la fusione porterà   alla nascita di una struttura con 1100 posti letto, 3800 dipendenti, 80 strutture complesse e due stabilimenti. Il Policlinico si distinguerà per  le vocazioni materno infantile (con il nuovo centro in costruzione), oncologia e centro trapianti, mentre Baggiovara per emergenza-urgenza, neuroscienze e chirurgia robotica, oltre a una serie di vocazioni comuni sempre più integrate come la chirurgia generale, medicine interne e ortopedia.

Tra le novità  più recenti scaturite  dal percorso di unificazione spiccano la nascita del nuovo polo Endocrino-metabolico e il Centro di alta specialità dell’arto superiore, frutto appunto dell’integrazione delle professionalità interne ai due ospedali.

Lorenzin:  giusta la scelta di chiudere il punto nascite di Pavullo

Sul tema caldo per la montagna modenese il ministro da una risposta sia politiche che scientifica ovvero la norma che prevede la chiusura è stata voluta da Forza Italia (il partito di provenienza di Lorenzin) e poi è la decisione adeguata sul fronte sicurezza. Per essere più chiari:  un punto nascite sotto i 500 parti, a Pavullo è sotto i 200, non viene chiuso per risparmiare ma per la sicurezza delle mamme e dei bambini. Infine la proposta di trasformarlo  in un “punto mamma”, dove le mamme vengono seguite nella fase pre e post parto.

Le parole di Lorenzin e Muzzarelli