Al termine di una buona stagione sportiva, per i Vipers si chiude un ciclo con le dimissioni di Steve Cavazzuti da head coach

Dopo 4 campionati alla guida tecnica dei Vipers Modena, Steve Cavazzuti si è dimesso dalla carica di head coach dei gialloblu. L’annuncio, con tanto di citazione da Al Pacino di “Ogni maledetta domenica”, è arrivato durante la cena di chiusura della stagione sportiva 2018. Una serata in cui i Vipers hanno celebrato un campionato di vertice che li ha visti disputare un’ottima regular season prima che gli infortuni a uomini chiave delle linee di attacco e difesa dessero una spallata decisiva alle velleità dei modenesi di arrivare in alto nei playoff dove sono stati fermati ai quarti di finale dai Warriors Bologna.

La serata è stata anche l’occasione per consegnare i premi ai migliori atleti della stagione. MVP della squadra è stato eletto il QB Umberto Barile, MVP della difesa ex-aequo i linebacker Roberto Cardile e Myrteza Vrapi (entrambi convocati per l’All-Star game che si disputerà nel Super Bowl weekend di Parma), migliori linee Alberto Berardi (Defense) e Luca Aldrovandi (Offense), anche loro convocati per la partita delle stelle. Gli altri premi consegnati sono stati quello per i migliori rookies assegnato a Klorment Vrapi e Alec Baraldi, il President’s Award a Davide Leoni, il Premio Cuore Vipers a Marco Archilli che ha disputato la sua ultima stagione da giocatore.

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Infine, i giocatori hanno ringraziato con un premio speciale le dirigenti e accompagnatrici Inna Berezanskaja, Micaela Bonvicini, Alessandra Boccaletti, Monica Conte e Serena Sistigu.

Cavazzuti  rilascia alcune dichiarazioni utili per un’analisi della stagione e per  spiegare  le ragioni della sua scelta.

 

L’INTERVISTA

Steve, hai deciso di lasciare dopo la seconda stagione consecutiva in cui porti i Vipers ai playoff. Si è trattato di una rottura o di una scelta serena?

Innanzitutto devo chiarire che non è stata una scelta polemica, né una decisione che deriva da una mia rottura con i Vipers. Anzi, credo sia una decisione che servirà alla squadra che ho contribuito a rifondare 4 anni fa – e in cui resterò come dirigente – per continuare nella crescita esponenziale dimostrata anche quest’anno.
Inutile negare che quella appena trascorsa è stata una stagione agrodolce. Infatti dopo avere iniziato con 6 vittorie consecutive, una delle quali contro gli Hogs Reggio Emilia che solo lo scorso anno ci erano sembrati assolutamente imbattibili, qualche speranza di avanzare nei playoff oltre i quarti di finale l’avevo coltivata, ma alla fine sono soddisfatto di quello che abbiamo raggiunto e di come il mio staff e i miei ragazzi hanno affrontato un campionato duro come il nostro.
La mia è una scelta dettata soprattutto dalla consapevolezza che per continuare a svolgere al meglio questo ruolo dovrei continuare a sottrarre tempo a tutto il resto, alla famiglia – che fortunatamente ha la stessa passione che ho io per il football – al lavoro, ai miei hobby – è dal giorno in cui ho ricominciato la mia avventura con i Vipers che le mazze da golf sono ferme nel garage…

Che voto ti dai come head coach?

Questo non sta a me dirlo. Sono certo di avere commesso qualche errore in questi anni, ma d’altra parte chi non ne commette? Una cosa però mi rende e mi renderà sempre orgoglioso ed è di avere avere messo tutto me stesso, la mia esperienza trentennale nel football e la mia grande passione – e chi mi conosce sa che a volte fatico a tenerla a freno – per fare crescere dei ragazzi che quando sono arrivati da noi avevano sì e no visto qualche partita di football americano in televisione. Ragazzi a cui ho visto muovere i primi passi sul campo da football e che spero possano mantenere l’umiltà indispensabile per continuare nella loro crescita, umana e atletica. Perché non dimentichiamo che il nostro sport oltre a far crescere dal punto di vista fisico, forgia come pochi altri dal punto di vista mentale e umano, sviluppando qualità come lo spirito di sacrificio per sé e per i propri compagni di squadra, la determinazione nel superare difficoltà e ostacoli. Qualità che potranno tornare utili ai miei ragazzi anche una volta appeso il casco al chiodo.

 E per il futuro quali sono i tuoi programmi?

Intanto passare una bella estate! Come dicevo è stata una stagione molto dura sia dal punto di vista mentale che fisico e devo quindi passare un po’ di tempo lontano dal campo per ricaricare le batterie. Poi chissà? Vedrò quali opportunità si presenteranno. Sicuramente avrò più tempo per svolgere un ruolo che ritengo molto importante per tutto il nostro movimento. Da un anno infatti sono presidente del comitato regionale del CONI per il football americano e sono convinto che sia un’occasione importante per creare un luogo in cui tutte le squadre della regione possano incontrarsi e sviluppare insieme progetti che diano più forza e visibilità a uno sport che da sempre ha nell’Emilia Romagna uno dei suoi luoghi simbolo.